logo_unibo_2_ridCostruiamo la Piramide 3D!pyramid_hologram

(Costruiamo un visualizzatore tridimensionale per smartphone in modo da poter vedere le TAC sul telefono)

 

Occorrente

  • 1 foglio di carta da lucidi lucido
  • 1 foglio di carta (se possibile colorato)cartoncini
  • Righellorighello
  • Pennarellopennarello
  • Forbiciforbici
  • Scotchscotch

Procedimento

  1. Con il pennarello e il righello disegnare su un cartoncino colorato un trapezio di
    dimensioni:
    Base maggiore 6 cm,
    Base minore 1 cm, Altezza 3,5 cmtrapezio
  2. Ritagliare il trapezio
  3. Appoggiare il trapezio sul foglio lucido e ricalcarne la forma 4 volte affiancando
    sempre i trapezi per uno dei lati come in figura A
  4. Ritagliare la forma come in figura B lungo i tratteggi
  5. Piegare la forma lungo le linee intere e unire i due lati aperti con una striscia di scotch come in figura C

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Ora abbiamo la piramide, non ci resta che scaricare i video, appoggiare la piramide sullo smartphone….ed ecco il 3D!

La mummia di gatto egiziano

(Sarà stato il gatto della figlia del faraone?)
Il sarcofago di questo gatto è esposto al Museo Civico Archeologico di Bologna, ma nessuno sapeva se si trattava solo di una statuetta in legno oppure se dentro ci fosse una vera mummia…..di gatto! Gli studiosi del Museo si misero in contatto con i ricercatori dell’università e nel 2000 essi fecero la TAC al reperto…..
Già con le radiografie si intravedeva che il sarcofago era cavo e c’era qualcosa dentro!
Ma dopo l’elaborazione al computer è stato finalmente possibile scoprire che c’erano delle ossa all’interno!! I ricercatori hanno mostrato le immagini ad un veterinario che ha confermato che sì, si tratta proprio di ossa di gatto.

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Il Globo di Egnazio Danti

(Monsignor Egnazio e la TAC al suo mappamondo)
Firenze, Palazzo Vecchio. Sala delle Carte. Al centro il magnifico Globo terracqueo. Il globo ha un diametro di oltre due metri e non si può certo spostare da Palazzo Vecchio, quindi cosa si fa?
I ricercatori nel 2004 sono andati a Firenze con i loro strumenti e lavorando di notte, un pezzetto alla volta, sono riusciti a fare le 31000 radiografie necessarie!!! Ma come hanno fatto i ricercatori a radiografare un oggetto così grande? L’hanno suddiviso in 14 fette!! Hanno montato il tubo a raggi X su un asse scorrevole in verticale e il rivelatore su un doppio asse XY orizzontale e verticale per radiografarlo tutto!
Ma alla fine cosa si è scoperto? Per esempio che Egnazio Danti non aveva fissato tutti i meridiani ai poli per non rendere troppo pesante la struttura. Inoltre è stato possibile capire e studiare la tecnica costruttiva, informazione che ha aiutato moltissimo i restauratori nel loro lavoro.

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Diana

(La statuina in argilla di epoca pompeiana)
Gli archeologi hanno chiesto ai ricercatori di fare la TAC per capire lo stato di conservazione e la tecnica costruttiva. Come sempre i ricercatori hanno acquisito la serie di radiografie ad angoli diversi, scoprendo che la statuina è cava.
Ma la grande sorpresa l’ha riservata la TAC: c’è un difetto (un buco) nascosto nello spessore della statuina! Ma perché non si vedeva nelle radiografie? In realtà l’informazione nelle radiografie c’è, ma è un segnale così basso che si nasconde nel fondo (rumore). L’insieme di tutte le radiografie ci dice invece che, pur ruotando l’oggetto, in quel punto c’è un valore che è sempre più basso di ciò che gli sta attorno e quindi si riesce ricostruire con la TAC!

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La cera anatomica

(Cera anatomica settecentesca della ceroplasta bolognese Anna Morandi Manzolini)
Nella prima metà del settecento a Bologna i professori di Medicina dell’università per insegnare anatomia facevano uso delle cere anatomiche per rappresentare e studiare il corpo umano. Famosa ceroplasta (costruttrice di cere) a Bologna fu Anna Manzolini. Oggi c’è una bellissima collezione di cere della Manzolini nei musei dell’Università di Bologna. I ricercatori dell’università hanno eseguito la TAC su alcune cere per svelarne la tecnica costruttiva.

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Per approfondimenti

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Il sito web del gruppo di ricerca X-Ray Imaging Group
Il sito web di divulgazione Scienza Giovane